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Gestione delle liste (dispositivi)
È il cuore della centrale: l'elenco di tutti i sensori, attuatori e dispositivi collegati. Da qui aggiungi nuovi sensori, ne modifichi i parametri, li abiliti o disabiliti, oppure li rimuovi.
Capitolo uno: gestione delle liste, ovvero l'elenco dei dispositivi. È il cuore della centrale: l'elenco di tutti i sensori, attuatori e dispositivi collegati. Da qui aggiungi nuovi sensori, ne modifichi i parametri, li abiliti o disabiliti, oppure li rimuovi dal sistema.
Premendo questo pulsante la centrale entra in modalità abbinamento: si mette in ascolto sulla frequenza FSK 868 MHz e attende che un sensore wireless invii un segnale (di solito basta premere il tasto di test sul sensore o aprire il contatto magnetico). Appena lo riceve, lo aggiunge automaticamente alla lista. È il metodo più rapido per registrare nuovi dispositivi wireless.
Punto uno: ricerca automatica dispositivo. Premendo questo pulsante la centrale entra in modalità abbinamento: si mette in ascolto sulla frequenza FSK ottocentosessantotto megahertz e attende che un sensore wireless invii un segnale. Di solito basta premere il tasto di test sul sensore o aprire il contatto magnetico. Appena lo riceve, lo aggiunge automaticamente alla lista. È il metodo più rapido per registrare nuovi dispositivi wireless.
Apre la finestra in cui inserisci a mano i dati del dispositivo: codice ID, tipo, area di appartenenza, nome. Si usa per i sensori filari (collegati ai morsetti della centrale via cavo) o quando l'auto-abbinamento non funziona e devi inserire l'ID stampato sul retro del sensore.
Punto due: aggiungi manualmente. Apre la finestra in cui inserisci a mano i dati del dispositivo: codice ID, tipo, area di appartenenza, nome. Si usa per i sensori filari, collegati ai morsetti della centrale via cavo, oppure quando l'abbinamento automatico non funziona e devi inserire l'ID stampato sul retro del sensore.
La tabella ha molte colonne, ecco cosa significano:
S/N: numero progressivo di riga.
ID Dispositivo: codice univoco (es. INIO0, LINE1).
Nome dispositivo: il nome che gli hai dato tu.
Tipo Dispositivo: la categoria (presa elettrica, sensore porta, ecc.).
Area di: a quale appartamento è assegnato.
Abilitato: interruttore per attivare/disattivare quel singolo sensore senza rimuoverlo.
Canale oscurato: telecamera che si attiva quando scatta il sensore.
Tipo Switch e Stato Switch: stato corrente per dispositivi a contatto/uscita.
Metodo di accesso: come è collegato (Switch INIO, Wired LINE filare, Wireless 868 radio).
Punto tre: le colonne della tabella dispositivi. La tabella ha nove colonne. S barra N: numero progressivo di riga. ID Dispositivo: codice univoco, ad esempio INIO zero o LINE uno. Nome dispositivo: il nome che gli hai dato tu. Tipo Dispositivo: la categoria, ad esempio presa elettrica o sensore porta. Area di: a quale appartamento è assegnato. Abilitato: interruttore per attivare o disattivare quel singolo sensore senza rimuoverlo. Canale oscurato: la telecamera che si attiva quando scatta il sensore. Tipo Switch e Stato Switch: stato corrente per dispositivi a contatto o uscita. Metodo di accesso: come è collegato, può essere Switch INIO, Wired LINE per filare, oppure Wireless ottocentosessantotto per la radio.
Nella colonna "Tipo Dispositivo" vedi le categorie. Nel tuo impianto ci sono:
Presa elettrica: in realtà sono le uscite PGM della centrale (PGM 1 e PGM 2), uscite programmabili per comandare relè, cancelli, luci, sirene aggiuntive.
Sensore porta: contatti magnetici sulle porte/finestre. Sono filari (LINE1, LINE2…), collegati alle morsettiere.
Punto quattro: tipo Presa elettrica e Sensore porta. Nella colonna Tipo Dispositivo vedi le categorie. Nel tuo impianto ci sono due tipi. Presa elettrica: in realtà sono le uscite PGM della centrale, cioè PGM uno e PGM due, uscite programmabili che possono comandare relè, cancelli, luci o sirene aggiuntive. Sensore porta: contatti magnetici sulle porte e finestre. Sono filari, identificati come LINE uno, LINE due e così via, collegati alle morsettiere.
Il pulsante Abilita in blu significa che il sensore è attivo e funzionante. Disabilita in rosso significa che è stato escluso temporaneamente: la centrale lo ignorerà fino a quando non lo riabiliti. Utile quando un sensore è guasto o c'è un cantiere in quella zona e dà troppi falsi allarmi.
Punto cinque: toggle Abilita o Disabilita. Il pulsante Abilita in blu significa che il sensore è attivo e funzionante. Il pulsante Disabilita in rosso significa che è stato escluso temporaneamente: la centrale lo ignorerà fino a quando non lo riabiliti. È utile quando un sensore è guasto, oppure quando c'è un cantiere in quella zona e dà troppi falsi allarmi.
Mostra in tempo reale lo stato fisico del sensore. Aperto = la porta o la finestra è aperta. Chiuso = il contatto è chiuso, condizione normale a riposo.
È molto utile in fase di installazione: apri una porta e vedi che il valore cambia da "Chiuso" ad "Aperto", così sai che il sensore è cablato bene e funziona.
Punto sei: stato Switch, Aperto o Chiuso. Mostra in tempo reale lo stato fisico del sensore. Aperto, in verde, significa che la porta o la finestra è aperta. Chiuso, in rosso, significa che il contatto è chiuso, condizione normale a riposo. È molto utile in fase di installazione: apri una porta e vedi che il valore cambia da Chiuso ad Aperto, così sai che il sensore è cablato bene e funziona.
Indica come il dispositivo è fisicamente collegato.
Switch INIO: uscite PGM interne (per le prese elettriche / relè).
Wired LINE: ingressi filari sui morsetti della centrale.
Wireless 868: dispositivi radio sulla frequenza FSK 868 MHz (fino a 64).
Punto sette: metodo di accesso. Indica come il dispositivo è fisicamente collegato alla centrale. Switch INIO sono le uscite PGM interne. Wired LINE sono gli ingressi filari sui morsetti della centrale. Esiste anche Wireless ottocentosessantotto, per i dispositivi radio sulla frequenza FSK ottocentosessantotto megahertz, fino a sessantaquattro dispositivi.
Modifica (blu): apre la finestra base con nome, area, abilitazione (vedi capitolo 3).
Impostazioni avanzate (blu scuro): apre i parametri di allarme — tipo, sirena, SMS, telefono, area associata (vedi capitolo 2).
Rimuovi (rosso): elimina definitivamente il dispositivo.
Le uscite PGM (INIO0 e INIO1) hanno solo il pulsante verde "Switch controllo": serve a comandare manualmente l'uscita (accendere/spegnere il relè dal pannello).
Punto otto: pulsanti Modifica, Impostazioni avanzate e Rimuovi. Modifica, in blu, apre la finestra base con nome, area e abilitazione, che vedrai nel capitolo tre. Impostazioni avanzate, in blu scuro, apre i parametri di allarme: tipo, sirena, SMS, telefono e area associata, che vedrai nel capitolo due. Rimuovi, in rosso, elimina definitivamente il dispositivo. Le uscite PGM, INIO zero e INIO uno, hanno solo il pulsante verde Switch controllo: serve a comandare manualmente l'uscita, cioè accendere o spegnere il relè dal pannello.
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Impostazioni avanzate (popup dispositivo)
Questa è la finestra che si apre cliccando "Impostazioni avanzate" su un dispositivo della lista. Qui stiamo configurando LINE1 ("Telecamera esterna"). Definisce cosa deve fare la centrale quando questo specifico sensore scatta.
Capitolo due: impostazioni avanzate del dispositivo. Questa è la finestra che si apre cliccando Impostazioni avanzate su un dispositivo della lista. In questo esempio stiamo configurando LINE uno, la Telecamera esterna. Questa schermata definisce cosa deve fare la centrale quando questo specifico sensore scatta.
Campo non modificabile (grigio). Mostra l'identificativo univoco del sensore che stai configurando: in questo caso LINE1, cioè il primo ingresso filare. Serve solo come riferimento.
Punto uno: ID Dispositivo. Campo non modificabile, in grigio. Mostra l'identificativo univoco del sensore che stai configurando: in questo caso LINE uno, cioè il primo ingresso filare. Serve solo come riferimento per essere sicuri di stare lavorando sul dispositivo giusto.
È il parametro più importante: stabilisce in quale modalità il sensore deve scattare. I valori più comuni:
Perimetero (Perimetrale): attivo sia in totale (Away) che parziale (Stay Home). Per porte/finestre.
Interno: attivo solo in totale. Tipico dei sensori di movimento interni.
24h: sempre attivo, anche con allarme disinserito. Per fumo, gas, antirapina, tamper.
Ritardato: ha un tempo di ritardo (per la porta d'ingresso).
"Perimetero" è probabilmente un refuso del firmware: il significato è "Perimetrale".
Punto due: tipo di allarme. È il parametro più importante: stabilisce in quale modalità di inserimento il sensore deve scattare. I valori più comuni sono quattro. Perimetrale: attivo sia in modalità totale, cioè Away, sia in modalità parziale, cioè Stay Home. È giusto per porte e finestre. Interno: attivo solo in modalità totale. È tipico dei sensori di movimento interni. Ventiquattro ore: sempre attivo, anche con allarme disinserito. È usato per fumo, gas, antirapina e tamper. Ritardato: ha un tempo di ritardo prima di far scattare la sirena, ed è usato per la porta d'ingresso.
Stabilisce se la sirena deve attivarsi. Suono = sirena attiva. L'alternativa è "Silenzioso": notifica via app/SMS senza sirena. Utile per allarmi discreti come panic button o rapina.
Punto tre: suono sirena. Stabilisce se la sirena deve attivarsi quando questo sensore scatta. Suono significa sirena attiva, allarme udibile. L'alternativa di solito è Silenzioso, in cui la centrale notifica via app o SMS ma non fa scattare la sirena. È utile per allarmi discreti come i pulsanti antipanico o le rapine.
Interruttore (qui spento). Se acceso, trasforma l'ingresso da sensore a "chiave elettronica": chiudendo il contatto la centrale si arma o si disarma. Si usa per selettori a chiave fisici, tastiere RFID esterne o sistemi domotici.
Punto quattro: zona chiave. Interruttore, qui spento. Se acceso, trasforma quell'ingresso da sensore di allarme a chiave elettronica: chiudendo il contatto la centrale si arma o si disarma. Si usa per collegare un selettore a chiave fisico, una tastiera RFID esterna oppure un sistema domotico.
Decide se inviare un SMS tramite la SIM 4G ai numeri configurati.
Non inviare SMS: nessun SMS.
Invia a tutti: SMS a tutti i numeri.
Invia ai numeri scelti: solo a determinati contatti.
Punto cinque: allarme SMS. Decide se al verificarsi dell'allarme di questo sensore la centrale debba inviare un SMS, tramite la SIM 4G inserita, ai numeri configurati. Le opzioni tipiche sono tre. Non inviare SMS: nessun SMS. Invia a tutti: SMS a tutti i numeri di rubrica. Invia ai numeri scelti: solo a determinati contatti.
Stessa logica per le chiamate vocali: la centrale chiama i numeri di rubrica e riproduce un messaggio vocale registrato. Non Chiamare disattiva la funzione. Utile soprattutto per anziani.
Punto sei: allarme telefono. Stessa logica dell'SMS ma per le chiamate vocali: la centrale può comporre i numeri della rubrica e riprodurre un messaggio vocale registrato che annuncia l'allarme. Non Chiamare disattiva la funzione per questo sensore. È utile soprattutto per gli anziani o per chi non legge gli SMS in tempo reale.
La funzione Benvenuto (chime) fa sì che il sensore emetta un breve suono di cortesia quando viene attivato a sistema disinserito — il classico "din-don" dei negozi quando entra qualcuno. Non usato = disattivata.
Punto sette: Benvenuto. La funzione Benvenuto, in inglese chime, fa sì che il sensore emetta un breve suono di cortesia quando viene attivato a sistema disinserito. Pensa al din don che alcuni negozi fanno suonare quando entra un cliente. Non usato significa che la funzione è disattivata.
Interruttore avanzato che modifica la logica di inserimento. Quando acceso, il sensore è "forzabile": la centrale permette di armare anche se il sensore è in stato anomalo (porta aperta), senza bloccare. Da usare con cautela.
Punto otto: tipo di inserimento. Interruttore avanzato che modifica la logica di inserimento del sensore. Quando è acceso, la centrale considera questo sensore come forzabile: permette di armare il sistema anche se questo specifico sensore è in stato anomalo, ad esempio una porta aperta, senza bloccare l'inserimento. Va usato con cautela: se attivato per errore, una porta dimenticata aperta non impedirà l'armamento.
Dice a quale appartamento appartiene il sensore (qui Hall). Il sensore scatta solo quando l'appartamento è armato. È il modo per raggruppare i sensori e armare/disarmare zone diverse in modo indipendente.
Punto nove: area associata. Dice a quale appartamento del sistema appartiene questo sensore. Qui è associato a Hall. Il sensore scatterà solo quando l'appartamento Hall è armato. È il modo per raggruppare i sensori e poter armare o disarmare appartamenti diversi in modo indipendente.
Permette di associare al sensore un'uscita LED/lampada. Quando il sensore scatta, l'uscita si attiva: tipico per accendere automaticamente una luce esterna se viene rilevato movimento di notte. None = nessuna uscita associata.
In fondo: Cancella per uscire senza salvare, OK per confermare.
Punto dieci: lampade LED. Permette di associare al sensore un'uscita LED o lampada. Quando il sensore scatta l'uscita si attiva: è tipico per accendere automaticamente una luce esterna se viene rilevato movimento di notte. None significa nessuna uscita associata. In fondo alla finestra ci sono i pulsanti Cancella, per uscire senza salvare, e OK, per confermare le modifiche.
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Modifica dispositivo (popup)
Si apre cliccando "Modifica" su una riga della lista dispositivi. Stiamo modificando LINE1, "Telecamera esterna". Qui cambi i dati identificativi e di assegnazione (per i parametri di allarme c'è il capitolo 2).
Capitolo tre: modifica dispositivo. Questa finestra si apre cliccando Modifica su una riga della tabella dei dispositivi. In questo esempio stiamo modificando LINE uno, la Telecamera esterna. Qui cambi solo i dati identificativi e di assegnazione del sensore. Per i parametri di allarme c'è il capitolo due.
Mostra come è collegato il dispositivo. Wired LINE = filare, sui morsetti della centrale. È un campo informativo: per cambiarlo dovresti rimuovere e riaggiungere il dispositivo.
Punto uno: metodo di accesso, campo non modificabile. Mostra come è collegato il dispositivo. Wired LINE significa filare, collegato sui morsetti della centrale. È un campo informativo: lo definisci alla creazione e non si cambia da qui.
Campo libero (max 20 caratteri, vedi 18/20). Metti un nome parlante: "Porta Garage", "Finestra Cucina", "Cancello". Comparirà in tutte le notifiche.
Punto due: nome dispositivo, campo obbligatorio. È un campo libero, con un massimo di venti caratteri. Metti un nome parlante, ad esempio Porta Garage, Finestra Cucina o Cancello. Comparirà in tutte le notifiche e ti farà capire al volo dove è scattato l'allarme.
Numero d'ordine della zona fisica sui morsetti (qui 1 = primo ingresso filare). Va da 1 a 8 (la DEFCON XS ha 8 ingressi filari). Bloccato perché legato alla cablatura.
Punto tre: numero zona, campo non modificabile. È il numero d'ordine della zona fisica sui morsetti della centrale. Qui è impostato a uno. La centrale DEFCON XS ha otto ingressi filari, quindi il valore va da uno a otto. Bloccato perché legato alla cablatura fisica.
Categoria del sensore: Sensore porta. Le categorie tipiche: sensore porta, sensore movimento (PIR), fumo, gas, telecomando, sirena, tamper. Si imposta alla creazione, per cambiarla devi rimuovere e ricreare.
Punto quattro: tipo dispositivo. Mostra la categoria del sensore: Sensore porta. Le categorie tipiche sono sensore porta, sensore movimento PIR, sensore fumo, sensore gas, telecomando, sirena e tamper. Si imposta alla creazione e non si cambia in modifica.
Decide a quale appartamento appartiene il sensore. Cambiarlo qui sposta il sensore (es. da "Hall" a "Magazzino"). Utile se riorganizzi gli appartamenti dopo aver installato i sensori.
Punto cinque: area di, campo modificabile. Decide a quale appartamento appartiene il sensore. Cambiarlo qui sposta il sensore da un appartamento all'altro. È utile se riorganizzi le aree dopo aver già installato i sensori.
È la funzione che lega un sensore a una telecamera. Quando il sensore scatta, la centrale registra automaticamente un video dal canale telecamera selezionato (qui Canali1). Sfrutta la registrazione "su allarme" della DEFCON XS.
Punto sei: canale oscurato. È la funzione che lega un sensore a una telecamera. Quando questo sensore scatta, la centrale registra automaticamente un video dal canale telecamera selezionato. Qui è impostato su Canali uno. Sfrutta la registrazione su allarme della centrale DEFCON XS.
Interruttore acceso (blu): il sensore è attivo. Stesso interruttore della colonna "Abilitato" nella lista (cap. 1, punto 5). Spegnerlo esclude il sensore senza eliminarlo.
I pulsanti Cancella e OK in basso confermano o annullano.
Punto sette: abilitato. L'interruttore è acceso, in blu: il sensore è attivo e funzionante. È lo stesso interruttore che vedi nella colonna Abilitato della lista dispositivi. Spegnerlo esclude il sensore senza eliminarlo. I pulsanti Cancella e OK in basso confermano o annullano le modifiche.
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Gestione delle partizioni (appartamenti)
Cos'è una "partizione" / "area"? In gergo tecnico è chiamata "area" o "partizione", ma nella pratica corrisponde a un appartamento (o un'unità abitativa indipendente). Aggiungendo un'area gestisci un appartamento sia su inserimento totale sia su inserimento parziale. La centrale DEFCON XS gestisce fino a un massimo di 8 appartamenti indipendenti, ognuno con i propri sensori, codici utente e tempi.
Da questa schermata gestisci gli appartamenti della tua centrale. Ogni appartamento può essere armato o disarmato in modo indipendente dagli altri.
Capitolo quattro: gestione delle partizioni, ovvero degli appartamenti. Una partizione, chiamata anche area, corrisponde a un appartamento o a un'unità abitativa indipendente. Aggiungendo un'area gestisci un appartamento sia su inserimento totale sia su inserimento parziale. La centrale DEFCON XS gestisce fino a un massimo di otto appartamenti indipendenti, ognuno con i propri sensori, codici utente e tempi. Tocca i pallini numerati sull'immagine per scoprire ogni elemento di questa schermata.
Premendo questo pulsante blu si apre la finestra di creazione di un nuovo appartamento. Ti verrà chiesto di assegnargli un nome (es. "Appartamento 1°", "Garage", "Magazzino") e un tipo. È il primo passo da fare quando installi la centrale: prima crei gli appartamenti, poi assegni i sensori a ciascuno di essi.
Punto uno: pulsante Aggiungi Area. Premendo questo pulsante blu si apre la finestra di creazione di un nuovo appartamento. Ti verrà chiesto di assegnargli un nome, ad esempio Appartamento primo piano, Garage o Magazzino, e un tipo. È il primo passo da fare quando installi la centrale: prima crei gli appartamenti, poi assegni i sensori a ciascuno di essi.
Numero Area: identificativo numerico progressivo dell'appartamento (da 1 a 8).
Nome Area: il nome che hai dato all'appartamento (qui "Hall").
Tipo Area: la categoria a cui appartiene.
Stato Area: dice se l'appartamento è armato o disarmato.
Attiva: pulsanti operativi.
Punto due: intestazioni della tabella. Le colonne sono cinque. Numero Area: identificativo numerico progressivo dell'appartamento, da uno a otto. Nome Area: il nome che hai dato all'appartamento, in questo caso Hall. Tipo Area: la categoria a cui appartiene. Stato Area: indica se l'appartamento in questo momento è armato o disarmato. Attiva: contiene i pulsanti operativi su quella riga.
Il tipo "Atrio" è uno dei preset disponibili. Indica una zona di passaggio (l'ingresso) con caratteristiche particolari: tipicamente ha un ritardo di entrata/uscita più lungo per darti il tempo di entrare in casa e disinserire l'allarme prima che suoni la sirena.
Altri tipi: Interno (movimento dentro casa), Perimetrale (porte/finestre), 24h (sempre attiva).
Punto tre: tipo area Atrio. Il tipo Atrio è uno dei preset disponibili. Indica una zona di passaggio, come l'ingresso, che ha caratteristiche particolari: di solito ha un ritardo di entrata e uscita più lungo per darti il tempo di entrare in casa e disinserire l'allarme prima che suoni la sirena. Altri tipi sono Interno per i sensori di movimento, Perimetrale per porte e finestre, e ventiquattro ore per i sensori sempre attivi.
Etichetta che indica lo stato corrente dell'appartamento. Disarmato = i sensori non genereranno allarmi. Quando armi l'appartamento diventa Armato. Esiste anche lo stato Parziale (solo perimetrali) per la modalità Stay Home.
Punto quattro: stato area Disarmato. Etichetta che indica lo stato corrente dell'appartamento. Disarmato significa che i sensori di quell'appartamento non genereranno allarmi. Quando l'appartamento è armato l'etichetta diventa verde e dice Armato. Esiste anche lo stato Parziale, in cui solo i perimetrali sono attivi, per la modalità Stay Home.
Modifica (blu): apre "Modifica Area" per cambiare nome, tipo, stato (vedi capitolo 5).
Impostazioni (verde): parametri avanzati dell'appartamento — tempi di ritardo entrata/uscita, codici utente, comportamento sirena, notifiche.
Punto cinque: pulsanti Modifica e Impostazioni. Modifica, in blu, apre la finestra Modifica Area dove puoi cambiare nome, tipo e stato. È la stessa schermata che vedrai nel capitolo cinque. Impostazioni, in verde, apre i parametri avanzati dell'appartamento, come tempi di ritardo entrata e uscita, codici utente abilitati, comportamento della sirena e notifiche dedicate.
Controlli di navigazione: Totale 1 = una sola area; 10/pagina = righe per pagina; le frecce e il numero permettono di navigare; Vai a ti porta alla pagina indicata.
Punto sei: paginazione e contatore. In basso trovi i controlli di navigazione della tabella. Totale uno indica che esiste un solo appartamento. Dieci per pagina imposta quante righe mostrare per pagina. Le frecce e il numero permettono di navigare tra le pagine. Vai a ti porta direttamente alla pagina indicata.
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Modifica Area (popup appartamento)
Si apre cliccando "Modifica" su una riga della tabella delle partizioni. Permette di cambiare i dati base di un appartamento esistente.
Capitolo cinque: modifica area. Questa è la finestra che si apre cliccando Modifica su una riga della tabella delle partizioni. Permette di cambiare i dati base di un appartamento esistente.
Campo grigio. Indica il numero progressivo dell'appartamento, da 1 a 8. Lo assegna la centrale alla creazione e non si cambia.
Punto uno: numero area. Campo non modificabile, in grigio. Indica il numero progressivo dell'appartamento, da uno a otto. Lo assegna la centrale quando crei l'appartamento e non può essere cambiato dopo.
L'asterisco rosso indica campo obbligatorio. Inserisci un nome che ti aiuti a riconoscere l'appartamento: Appartamento 1°, Garage, Capannone, Ufficio Direzione, Mansarda. Verrà mostrato in tutte le schermate, notifiche e nell'app.
Punto due: nome area, campo obbligatorio. L'asterisco rosso indica che è un campo obbligatorio. Inserisci un nome che ti aiuti a riconoscere l'appartamento, ad esempio Appartamento primo piano, Garage, Capannone, Ufficio Direzione o Mansarda. Verrà mostrato in tutte le altre schermate, nelle notifiche e nell'app.
Campo obbligatorio. Definisce la natura della zona e influenza i tempi di entrata/uscita. Tipologie: Atrio (ingresso, con ritardo), Interno, Perimetrale, 24h.
Punto tre: tipo area, campo obbligatorio. Definisce la natura della zona e influenza il comportamento dei sensori al suo interno, specialmente i tempi di entrata e uscita. Le tipologie comuni sono Atrio per gli ingressi con ritardo, Interno per il movimento dentro casa, Perimetrale per porte e finestre, e ventiquattro ore sempre attiva.
Cambia manualmente lo stato dell'appartamento: Disarmato, Armato totale, Armato parziale. Modo alternativo ai pulsanti rapidi della Home.
I pulsanti Cancella e OK chiudono o confermano.
Punto quattro: stato area. Da questo menu puoi cambiare manualmente lo stato dell'appartamento: Disarmato, Armato totale o Armato parziale. È un modo alternativo ai pulsanti rapidi della schermata Home per inserire o disinserire l'allarme di un singolo appartamento. In basso ci sono i pulsanti Cancella, per uscire senza salvare, e OK, per confermare.
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Gestione delle scene
Le scene sono scenari preconfigurati che combinano in un unico comando più azioni: armare/disarmare appartamenti, accendere uscite PGM (luci, cancelli), inviare notifiche. Servono per automatizzare le routine.
Capitolo sei: gestione delle scene. Le scene sono scenari preconfigurati che combinano in un unico comando più azioni della centrale: armare o disarmare appartamenti, accendere uscite PGM come luci o cancelli, e inviare notifiche. Servono per automatizzare le routine quotidiane.
Pulsante verde. Crea una scena programmata su orario: la centrale la esegue automaticamente a un'ora fissa nei giorni che imposti. Esempio: ogni sera alle 23:30 inserisci automaticamente l'allarme totale; ogni mattina alle 7:00 lo disinserisci.
Punto uno: aggiungi tempo di inserimento scena. Pulsante verde. Crea una scena programmata su orario: la centrale eseguirà automaticamente la scena a un'ora fissa nei giorni che imposti. Esempio: ogni sera alle ventitré e trenta inserisci automaticamente l'allarme totale; ogni mattina alle sette lo disinserisci.
Pulsante rosso. Crea una scena attivata da un evento: si esegue quando succede qualcosa di specifico. Esempio: "se scatta il sensore della porta d'ingresso, accendi le luci dell'atrio".
Punto due: aggiungi attivazione scena. Pulsante rosso. Crea una scena attivata da un evento: si esegue automaticamente quando succede qualcosa di specifico. Esempio: se scatta il sensore della porta d'ingresso, accendi le luci dell'atrio.
Pulsante blu. Crea una scena manuale, eseguibile solo su tuo comando esplicito (app, pannello web, telecomando). Esempio: la scena "Stay Home" che hai visto nella Home.
Punto tre: aggiungi scenario manualmente. Pulsante blu. Crea una scena manuale, eseguibile solo su tuo comando esplicito, dall'app, dal pannello web o da un telecomando. Un esempio è la scena Stay Home.
Scena Manuale: scena "Stay Home", solo se la lanci tu.
Attiva scena: scena "PGM1", automatica/su evento.
Punto quattro: tipo scena. La colonna Tipo scene mostra di che genere è ciascuna scena. Scena Manuale si esegue solo se la lanci tu. Attiva scena è del tipo automatico o su evento.
Compare nella colonna "Stato scene" delle scene manuali. Premendolo lanci subito quella scena, una sola volta, senza aspettare orario o evento.
Punto cinque: pulsante Esegui immediatamente. Compare nella colonna Stato scene delle scene manuali. Premendolo lanci subito quella scena, una sola volta, senza aspettare un orario o un evento.
Per le scene automatiche compare un interruttore on/off. Acceso = scena abilitata. Spento = scena in tabella ma non eseguita.
Punto sei: interruttore attivo o disattivo. Per le scene automatiche, su orario o su evento, compare un interruttore on off. Quando è acceso la scena è abilitata. Quando lo spegni, la scena resta in tabella ma non viene eseguita finché non la riaccendi.
Modifica (blu): apre la scena per cambiarne nome, condizioni, azioni. Rimuovi (rosso): cancellazione definitiva.
Punto sette: pulsanti Modifica e Rimuovi. Modifica, in blu, apre la scena per cambiarne nome, condizioni di attivazione e azioni eseguite. Rimuovi, in rosso, cancella la scena dal sistema. La rimozione è definitiva.
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Canali video
Da qui gestisci le telecamere IP ONVIF abbinate alla centrale. La DEFCON XS supporta fino a 4 telecamere in risoluzione fino a 4K, che registrano solo in caso di allarme (per garantire la privacy).
Capitolo sette: canali video. Da qui gestisci le telecamere IP ONVIF abbinate alla centrale. La DEFCON XS supporta fino a quattro telecamere in risoluzione fino a quattro K, che registrano solo in caso di allarme per garantire la privacy.
Pulsante blu. Avvia una scansione automatica sulla rete locale per individuare telecamere IP ONVIF già connesse al router via cavo. La centrale propone le telecamere trovate e tu le abbini con un click. È il modo più veloce di collegare una telecamera.
Punto uno: ricerca e collega la telecamera. Pulsante blu. Avvia una scansione automatica sulla rete locale per individuare telecamere IP ONVIF già connesse al router via cavo. La centrale propone le telecamere trovate e tu le abbini con un click. È il modo più veloce di collegare una telecamera.
Pulsante verde. Stessa logica del precedente, ma per telecamere WiFi: la centrale guida la procedura per connettere la telecamera al router wireless e abbinarla in un'unica procedura. Tipica delle telecamere ONVIF che si configurano "in aria".
Punto due: ricerca e configura la telecamera wifi. Pulsante verde. Stessa logica del precedente, ma per telecamere WiFi: la centrale guida la procedura per connettere la telecamera al router wireless e abbinarla in un'unica procedura. È tipica delle telecamere ONVIF che si configurano in aria.
Pulsante rosso. Apre le impostazioni globali del comparto video — qualità, framerate, bitrate, opzioni di registrazione su evento. La parola "perso" è probabilmente un refuso/traduzione approssimativa per "personalizzate". Da qui modifichi i parametri che valgono per tutte le telecamere collegate.
Punto tre: impostazioni video. Pulsante rosso. Apre le impostazioni globali del comparto video: qualità, framerate, bitrate, opzioni di registrazione su evento. La parola perso è probabilmente un refuso o una traduzione approssimativa per personalizzate. Da qui modifichi i parametri che valgono per tutte le telecamere collegate.
Le prime colonne mostrano i parametri di connessione della telecamera. Qui vedi: 192.168.1.15 (indirizzo IP locale), admin (utente), 123456 (password). Sono le credenziali con cui la centrale si autentica alla telecamera per ricevere il flusso video.
Sicurezza: ti consiglio di cambiare al più presto la password di default 123456: con quella password chiunque sulla rete può vedere le immagini.
Punto quattro: indirizzo IP, utente e password. Le prime colonne mostrano i parametri di connessione della telecamera. Qui vedi: centonovantadue punto centosessantotto punto uno punto quindici come indirizzo IP locale, admin come utente, e centoventitremilaquattrocentocinquantasei come password. Sono le credenziali con cui la centrale si autentica alla telecamera per ricevere il flusso video. Sicurezza: ti consiglio di cambiare al più presto la password di default uno due tre quattro cinque sei, perché con quella password chiunque sulla rete può vedere le immagini.
ONVIF è lo standard di comunicazione internazionale tra centrali e telecamere IP. Tutte le telecamere ONVIF (qualsiasi marca) sono compatibili con la DEFCON XS: è il motivo per cui non sei legato a un produttore specifico e puoi usare quella che preferisci, fino a 4 telecamere in 4K.
Punto cinque: protocollo ONVIF. ONVIF è lo standard di comunicazione internazionale tra centrali e telecamere IP. Tutte le telecamere ONVIF, di qualsiasi marca, sono compatibili con la DEFCON XS: è il motivo per cui non sei legato a un produttore specifico e puoi usare la telecamera che preferisci, fino a quattro telecamere in quattro K.
UUID è il codice univoco della telecamera (urn:uuid:1419d68a-1...): è la sua "carta d'identità" sulla rete ONVIF. Ricerca patch è l'URL di servizio (http://192.168.1.15/o...) che la centrale interroga per scoprire le capacità della telecamera. Sono campi tecnici che vengono compilati automaticamente in fase di abbinamento.
Punto sei: UUID e ricerca patch. UUID è il codice univoco della telecamera: è la sua carta d'identità sulla rete ONVIF. Ricerca patch è l'URL di servizio che la centrale interroga per scoprire le capacità della telecamera. Sono campi tecnici che vengono compilati automaticamente in fase di abbinamento.
Sono i due flussi RTSP della telecamera. mainPath = stream ad alta qualità (4K/Full HD, per la registrazione di prove). subPath = stream a bassa qualità (per visualizzazione live su mobile, risparmio dati). La centrale sceglie automaticamente quale usare in base al contesto.
Punto sette: videoSetting main path e sub path. Sono i due flussi RTSP della telecamera. Main path è lo stream ad alta qualità, in quattro K o Full HD, usato per la registrazione di prove. Sub path è lo stream a bassa qualità, usato per la visualizzazione live su mobile e per risparmiare dati. La centrale sceglie automaticamente quale usare in base al contesto.
Canale abilitato (Abilita): la telecamera è attiva e funzionante.
Modifica: cambia IP, credenziali, percorsi RTSP.
Svincola: scollega la telecamera dal canale, lasciando il canale libero per un nuovo abbinamento.
I canali 2, 3 e 4 sono vuoti: ci sono i pulsanti "Aggiungi" per abbinare nuove telecamere fino al massimo di 4.
Punto otto: canale abilitato e pulsanti modifica o svincola. Canale abilitato in verde significa che la telecamera è attiva e funzionante. Modifica permette di cambiare IP, credenziali e percorsi RTSP. Svincola scollega la telecamera dal canale, lasciando il canale libero per un nuovo abbinamento. I canali due, tre e quattro sono vuoti: ci sono i pulsanti Aggiungi per abbinare nuove telecamere fino al massimo di quattro.
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Impostazioni audio
Regola i livelli audio della centrale: volume dell'altoparlante interno, sensibilità del microfono e lingua dei messaggi vocali.
Capitolo otto: impostazioni audio. Regola i livelli audio della centrale: volume dell'altoparlante interno, sensibilità del microfono e lingua dei messaggi vocali.
Slider che regola il volume generale di tutte le emissioni audio della centrale: messaggi vocali, sirena interna, beep di stato, suoni di benvenuto. Spostando a destra alzi il volume, a sinistra lo abbassi. Conferma con Salva.
È il volume dell'altoparlante interno della centrale, non delle sirene esterne (quelle hanno la loro alimentazione).
Punto uno: volume dispositivo Master. Slider che regola il volume generale di tutte le emissioni audio della centrale: messaggi vocali, sirena interna, beep di stato e suoni di benvenuto. Spostando a destra alzi il volume, a sinistra lo abbassi. Conferma con Salva. È il volume dell'altoparlante interno della centrale, non delle sirene esterne, che hanno la loro alimentazione.
Slider che regola la sensibilità del microfono integrato della centrale. Serve per le funzioni di ascolto ambiente: in caso di allarme con chiamata vocale verso un contatto della rubrica, chi riceve la chiamata può ascoltare cosa succede in casa. Più alto = più sensibile.
Punto due: volume microfono. Slider che regola la sensibilità del microfono integrato della centrale. Serve per le funzioni di ascolto ambiente: in caso di allarme con chiamata vocale verso un contatto della rubrica, chi riceve la chiamata può ascoltare cosa succede in casa. Più alto significa più sensibile.
Menu a tendina per scegliere la lingua dei messaggi vocali riprodotti dalla centrale (annunci di stato, conferme di armamento/disarmamento, allarmi). Italiano è lo standard. Premi Salva per applicare.
Se la tendina è vuota, i pacchetti vocali non sono ancora stati caricati: vai nel menu System Settings per scaricarli o in Gestione Memoria per importare il file lingua.
Punto tre: selezione voce, linguaggio voce. Menu a tendina per scegliere la lingua dei messaggi vocali riprodotti dalla centrale: annunci di stato, conferme di armamento o disarmamento, allarmi. Italiano è lo standard. Premi Salva per applicare. Se la tendina è vuota, i pacchetti vocali non sono ancora stati caricati: vai nel menu System Settings per scaricarli o in Gestione Memoria per importare il file lingua.
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Parametri di allarme
Configurazione globale del comportamento dell'allarme: tempi di ritardo, durata sirena, supervisione sensori, notifiche tecniche. Ciò che imposti qui vale per tutto il sistema.
Capitolo nove: parametri di allarme. Configurazione globale del comportamento dell'allarme: tempi di ritardo, durata sirena, supervisione sensori, notifiche tecniche. Ciò che imposti qui vale per tutto il sistema.
Tempo che hai a disposizione, una volta entrato in casa attivando un sensore di tipo "Ritardato/Atrio", per disinserire l'allarme prima che suoni la sirena. Qui è impostato a 10 secondi. Un valore tipico è 15-30 secondi: troppo basso ti mette ansia, troppo alto rende l'allarme inefficace.
Punto uno: ritardo d'ingresso. Tempo che hai a disposizione, una volta entrato in casa attivando un sensore di tipo Ritardato o Atrio, per disinserire l'allarme prima che suoni la sirena. Qui è impostato a dieci secondi. Un valore tipico è quindici o trenta secondi: troppo basso ti mette ansia, troppo alto rende l'allarme inefficace.
Tempo a disposizione, dopo aver inserito l'allarme, per uscire di casa senza far scattare la sirena. Qui è 1 secondo (forse troppo poco). Tipico: 30-60 secondi. Durante questo tempo la centrale emette un beep crescente.
Punto due: ritardo di uscita. Tempo a disposizione, dopo aver inserito l'allarme, per uscire di casa senza far scattare la sirena. Qui è un secondo, che è probabilmente troppo poco. Un valore tipico è trenta o sessanta secondi. Durante questo tempo la centrale emette un beep crescente.
Per quanto tempo la sirena resta accesa durante un allarme. Qui è 1 minuto. La normativa italiana e quella di buona parte dei comuni vieta sirene esterne accese per più di 3 minuti, per evitare disturbo alla quiete pubblica. Verifica il regolamento della tua zona.
Punto tre: tempo di suono della sirena. Per quanto tempo la sirena resta accesa durante un allarme. Qui è impostato a un minuto. La normativa italiana e quella di buona parte dei comuni vieta sirene esterne accese per più di tre minuti, per evitare disturbo alla quiete pubblica. Verifica il regolamento della tua zona.
Determina come la centrale comunica con la sirena cablata. Bus = comunicazione bidirezionale digitale (la sirena può segnalare anche manomissioni e basso voltaggio batteria alla centrale). Le altre modalità sono "Attiva Sirena" (uscita semplice di attivazione) e "Spegni Sirena" (logica invertita). Il dettaglio della tendina è nel capitolo 10.
Punto quattro: modalità sirena filare, Bus. Determina come la centrale comunica con la sirena cablata. Bus significa comunicazione bidirezionale digitale: la sirena può segnalare anche manomissioni e basso voltaggio della batteria alla centrale. Le altre modalità sono Attiva Sirena, che è un'uscita semplice di attivazione, e Spegni Sirena, con logica invertita. Il dettaglio della tendina lo vedrai nel capitolo dieci.
Dopo quante ore di silenzio radio da un sensore wireless la centrale deve considerarlo "perso" e generare un allarme di supervisione. Qui è 1 ora (molto stretto, va bene per impianti critici). Tipico: 6-24 ore. Serve a rilevare guasti, batterie scariche o sabotaggi sui sensori radio.
Punto cinque: segnalazione rilevatore perso. Dopo quante ore di silenzio radio da un sensore wireless la centrale deve considerarlo perso e generare un allarme di supervisione. Qui è un'ora, molto stretto, va bene per impianti critici. Un valore tipico è da sei a ventiquattro ore. Serve a rilevare guasti, batterie scariche o sabotaggi sui sensori radio.
Dopo quanti secondi di black-out di rete elettrica la centrale notifica l'assenza di corrente. Qui è 0 = notifica immediata. Spesso si imposta 30-60 secondi per evitare false notifiche con micro-interruzioni della rete elettrica. La centrale continua a funzionare con la batteria tampone.
Punto sei: segnalazione mancanza della corrente. Dopo quanti secondi di blackout di rete elettrica la centrale notifica l'assenza di corrente. Qui è zero, cioè notifica immediata. Spesso si imposta trenta o sessanta secondi per evitare false notifiche con micro interruzioni della rete elettrica. La centrale continua a funzionare con la batteria tampone.
Se spuntata, la centrale invia una notifica (app/SMS) ogni volta che qualcuno inserisce o disinserisce l'allarme. Utile per sapere chi entra ed esce di casa, ma può generare molte notifiche. Spuntata di default.
Punto sette: report inserimento e disinserimento. Se spuntata, la centrale invia una notifica via app o SMS ogni volta che qualcuno inserisce o disinserisce l'allarme. È utile per sapere chi entra ed esce di casa, ma può generare molte notifiche. È spuntata di default.
Spuntata = la centrale emette un beep di conferma quando viene armata o disarmata. Aiuta a capire se il comando ha avuto successo. Se ti dà fastidio puoi disattivarlo.
Punto otto: tono inserimento e disinserimento. Se spuntata, la centrale emette un beep di conferma quando viene armata o disarmata. Aiuta a capire se il comando ha avuto successo. Se ti dà fastidio puoi disattivarlo.
Forza inserimento: permette di armare anche con sensori in stato anomalo (porte aperte). Limite di allarmi: limita il numero di allarmi consecutivi dello stesso sensore in un dato periodo (anti-falso-allarme: se un sensore impazzisce, non ti tempesta di notifiche). Entrambe spente di default.
Punto nove: forza inserimento e disinserimento, e limite di allarmi. Forza inserimento permette di armare anche con sensori in stato anomalo, ad esempio porte aperte. Limite di allarmi limita il numero di allarmi consecutivi dello stesso sensore in un dato periodo: serve come anti falso allarme, se un sensore impazzisce non ti tempesta di notifiche. Entrambe sono spente di default.
Tre checkbox attivate di default che gestiscono allarmi tecnici sempre attivi (anche con allarme disinserito):
Emergenza: pulsanti antipanico, allarme medico, ecc.
Segnalazione sensore magnetico aperto: notifica se un contatto magnetico viene staccato/divelto.
Sensore manomesso: tamper anti-sabotaggio (apertura del sensore).
Punto dieci: emergenza, segnalazione sensore magnetico aperto e sensore manomesso. Sono tre checkbox attivate di default che gestiscono allarmi tecnici sempre attivi, anche con allarme disinserito. Emergenza riguarda pulsanti antipanico e allarme medico. Segnalazione sensore magnetico aperto notifica se un contatto magnetico viene staccato o divelto. Sensore manomesso è il tamper anti sabotaggio, scatta se qualcuno apre il sensore.
Altre due protezioni tecniche attive:
Verifica manomissione tamper: controllo costante dei contatti antimanomissione su sensori, sirene e centrale stessa.
Segnalazione basso voltaggio: avvisa quando le batterie dei sensori wireless o della centrale stessa stanno per scaricarsi.
Premi Salva per applicare tutti i parametri.
Punto undici: verifica manomissione tamper e segnalazione basso voltaggio. Sono altre due protezioni tecniche attive. Verifica manomissione tamper è un controllo costante dei contatti antimanomissione su sensori, sirene e centrale stessa. Segnalazione basso voltaggio avvisa quando le batterie dei sensori wireless o della centrale stessa stanno per scaricarsi. Premi Salva per applicare tutti i parametri.
10
Modalità sirena (tendina aperta)
Cliccando sulla tendina "Modalità sirena filare" del capitolo 9 si apre questo elenco con le tre modalità di pilotaggio della sirena cablata. La scelta dipende dal tipo di sirena installata.
Capitolo dieci: modalità sirena, tendina aperta. Cliccando sulla tendina Modalità sirena filare del capitolo nove si apre questo elenco con le tre modalità di pilotaggio della sirena cablata. La scelta dipende dal tipo di sirena installata.
Modalità consigliata per sirene WMG/DEFCON moderne. La sirena è collegata sul bus dati della centrale (linea seriale digitale, 4 fili) e comunica in modo bidirezionale: la centrale sa sempre se la sirena è attiva, manomessa, con batteria scarica. È la modalità con il più alto livello di sicurezza ed è quella selezionata di default.
Punto uno: modalità Bus. È la modalità consigliata per sirene WMG DEFCON moderne. La sirena è collegata sul bus dati della centrale, una linea seriale digitale a quattro fili, e comunica in modo bidirezionale: la centrale sa sempre se la sirena è attiva, manomessa o con batteria scarica. È la modalità con il più alto livello di sicurezza ed è quella selezionata di default.
Logica positiva semplice: l'uscita sirena della centrale eroga tensione (12V) quando suona, e la sirena è collegata in parallelo. È la modalità classica, compatibile con sirene generiche di altri produttori. Non c'è feedback: la centrale non sa se la sirena sta effettivamente suonando o se è stata sabotata.
Punto due: modalità Attiva Sirena. Logica positiva semplice: l'uscita sirena della centrale eroga tensione, dodici volt, quando suona, e la sirena è collegata in parallelo. È la modalità classica, compatibile con sirene generiche di altri produttori. Non c'è feedback: la centrale non sa se la sirena sta effettivamente suonando o se è stata sabotata.
Logica invertita: l'uscita sirena è normalmente alimentata (12V costanti), e cessa di esserlo in caso di allarme. Si usa con sirene auto-alimentate (con batteria propria) che entrano in funzione quando perdono l'alimentazione esterna — un anti-sabotaggio meccanico: se un ladro taglia il cavo della sirena, la sirena suona comunque.
Punto tre: modalità Spegni Sirena. Logica invertita: l'uscita sirena è normalmente alimentata a dodici volt costanti, e cessa di esserlo in caso di allarme. Si usa con sirene auto alimentate, che hanno una batteria propria, e che entrano in funzione quando perdono l'alimentazione esterna. È un anti sabotaggio meccanico: se un ladro taglia il cavo della sirena, la sirena suona comunque.
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Centro allarmi (telefonico)
Configura i numeri di telefono che la centrale chiamerà in caso di allarme, riproducendo un messaggio vocale. Funziona tramite la SIM 4G inserita nella centrale.
Capitolo undici: centro allarmi telefonico. Da qui configuri i numeri di telefono che la centrale chiamerà in caso di allarme, riproducendo un messaggio vocale registrato. Funziona tramite la SIM 4G inserita nella centrale.
In alto due schede: Impostazioni Allarme (parametri di comunicazione verso una centrale di vigilanza professionale, protocolli Contact ID/SIA) e Impostazioni telefono (la scheda visibile, per le chiamate dirette ai tuoi numeri).
Punto uno: schede Impostazioni Allarme e Impostazioni telefono. In alto ci sono due schede. Impostazioni Allarme contiene i parametri di comunicazione verso una centrale di vigilanza professionale, protocolli Contact ID o SIA. Impostazioni telefono è la scheda visibile, dedicata alle chiamate dirette ai tuoi numeri di rubrica.
Quattro campi liberi per i numeri da chiamare in caso di allarme. La centrale, tramite la SIM 4G, compone in sequenza i numeri configurati e riproduce un messaggio vocale registrato. Tipicamente si inseriscono: cellulare del proprietario, cellulare del coniuge/familiare, numero di un vicino di fiducia.
Inserisci i numeri in formato internazionale: es. +393331234567 per i cellulari italiani.
Punto due: numeri di telefono uno, due, tre e quattro. Quattro campi liberi per i numeri da chiamare in caso di allarme. La centrale, tramite la SIM 4G, compone in sequenza i numeri configurati e riproduce un messaggio vocale registrato. Tipicamente si inseriscono: cellulare del proprietario, cellulare del coniuge o familiare, numero di un vicino di fiducia. Inserisci i numeri in formato internazionale: ad esempio più tre nove tre tre tre uno due tre quattro cinque sei sette per i cellulari italiani.
Quanti squilli aspetta la centrale prima di considerare la chiamata "non risposta" e passare al numero successivo. Qui è impostato a 5. Tipico: 4-6. Più alto = aspetta di più, ma se la persona è davvero impossibilitata a rispondere, ritarda l'avviso al prossimo contatto.
Punto tre: numero di squilli. Quanti squilli aspetta la centrale prima di considerare la chiamata non risposta e passare al numero successivo. Qui è impostato a cinque. Un valore tipico è quattro o sei. Più alto significa aspettare di più, ma se la persona è davvero impossibilitata a rispondere, ritarda l'avviso al prossimo contatto.
12
Password Master
Schermata di gestione della password amministratore della centrale. È la chiave d'accesso alle funzioni più critiche del sistema.
Capitolo dodici: password Master. Schermata di gestione della password amministratore della centrale. È la chiave d'accesso alle funzioni più critiche del sistema.
È la password di amministrazione della centrale: serve per accedere alle funzioni più sensibili (modifica utenti, ripristino di fabbrica, cambio configurazione critica). L'asterisco rosso indica che è obbligatoria. I quattro pallini visibili (••••) suggeriscono che è di 4 cifre.
Importante: NON usare 1234 o 0000 e simili. Cambiala subito al primo accesso. Se la perdi devi resettare la centrale di fabbrica e riconfigurare tutto.
Punto uno: campo Password Master. È la password di amministrazione della centrale: serve per accedere alle funzioni più sensibili come modifica utenti, ripristino di fabbrica, cambio configurazione critica. L'asterisco rosso indica che è obbligatoria. I quattro pallini visibili suggeriscono che è di quattro cifre. Importante: non usare uno due tre quattro o zero zero zero zero. Cambiala subito al primo accesso. Se la perdi devi resettare la centrale di fabbrica e riconfigurare tutto.
L'icona a forma di occhio a destra del campo permette di mostrare temporaneamente il valore della password in chiaro, utile per verificare di averla digitata correttamente prima di salvare. Cliccaci una seconda volta per rinasconderla.
Punto due: icona occhio per mostrare o nascondere la password. L'icona a forma di occhio a destra del campo permette di mostrare temporaneamente il valore della password in chiaro, utile per verificare di averla digitata correttamente prima di salvare. Cliccaci una seconda volta per rinasconderla.
Conferma il cambio password. Da quel momento, la nuova password sostituisce la precedente. Annota la nuova password in un posto sicuro (gestore password, cassaforte) prima di confermare: una password persa non è recuperabile e richiede il reset di fabbrica della centrale.
Punto tre: pulsante Salva. Conferma il cambio password. Da quel momento, la nuova password sostituisce la precedente. Annota la nuova password in un posto sicuro, ad esempio in un gestore password o in cassaforte, prima di confermare. Una password persa non è recuperabile e richiede il reset di fabbrica della centrale.
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Rete — Ethernet (cavo LAN)
Configurazione della connessione cablata della centrale al router tramite cavo di rete. È la connessione più stabile e si consiglia di usarla quando possibile.
Capitolo tredici: rete Ethernet via cavo LAN. Configurazione della connessione cablata della centrale al router tramite cavo di rete. È la connessione più stabile e si consiglia di usarla quando possibile.
Tre schede che ti permettono di scegliere quale tipo di connessione configurare: Ethernet (cavo LAN, scheda visibile), Wireless STA (WiFi, capitolo 14) e Rete mobile (4G/SIM, capitolo 15). Puoi configurarle tutte e tre: la centrale userà la connessione disponibile, con priorità Ethernet > WiFi > 4G.
Punto uno: schede Ethernet, Wireless STA e Rete mobile. Tre schede che ti permettono di scegliere quale tipo di connessione configurare. Ethernet è il cavo LAN, scheda visibile in questa schermata. Wireless STA è il WiFi, di cui parleremo nel capitolo quattordici. Rete mobile è il quattro G tramite SIM, capitolo quindici. Puoi configurarle tutte e tre: la centrale userà la connessione disponibile, con priorità Ethernet, poi WiFi, poi quattro G.
Opzione consigliata per la maggior parte degli utenti. La centrale chiede al router (DHCP) un indirizzo IP libero e si configura automaticamente. È plug and play: colleghi il cavo e funziona.
Punto due: indirizzo IP automatico, DHCP. È l'opzione consigliata per la maggior parte degli utenti. La centrale chiede al router, tramite DHCP, un indirizzo IP libero e si configura automaticamente. È plug and play: colleghi il cavo e funziona.
Configurazione manuale. Da scegliere quando vuoi assegnare alla centrale un IP fisso (consigliato per impianti professionali, perché non cambia se il router viene riavviato). I campi sotto si abilitano e devi compilarli a mano.
Punto tre: utilizza le seguenti impostazioni IP, cioè IP statico. È la configurazione manuale. Da scegliere quando vuoi assegnare alla centrale un IP fisso, consigliato per impianti professionali perché non cambia se il router viene riavviato. I campi sotto si abilitano e devi compilarli a mano.
I tre parametri base della rete:
Indirizzo IP: l'IP che vuoi dare alla centrale (es. 192.168.1.106). Deve essere libero e nella stessa rete del router.
Subnet mask: definisce la dimensione della rete locale. Il valore tipico per casa è 255.255.255.0.
Gateway: l'IP del router (es. 192.168.1.1). Senza questo, la centrale non può uscire su internet.
Punto quattro: indirizzo IP, subnet mask e gateway. Sono i tre parametri base della rete. Indirizzo IP: l'IP che vuoi dare alla centrale, ad esempio centonovantadue punto centosessantotto punto uno punto centosei. Deve essere libero e nella stessa rete del router. Subnet mask: definisce la dimensione della rete locale. Il valore tipico per casa è duecentocinquantacinque punto duecentocinquantacinque punto duecentocinquantacinque punto zero. Gateway: l'IP del router, ad esempio centonovantadue punto centosessantotto punto uno punto uno. Senza questo, la centrale non può uscire su internet.
I server DNS traducono i nomi internet (es. cloud.skynet) in indirizzi IP. Sono già impostati con valori funzionanti (114.114.114.114 e 8.8.4.4 di Google). Puoi lasciarli così o sostituirli con quelli del tuo provider.
Punto cinque: main DNS server e secondary DNS server. I server DNS traducono i nomi internet, ad esempio cloud punto skynet, in indirizzi IP. Sono già impostati con valori funzionanti: il primario centoquattordici punto centoquattordici punto centoquattordici punto centoquattordici, e il secondario otto punto otto punto quattro punto quattro di Google. Puoi lasciarli così o sostituirli con quelli del tuo provider.
L'indirizzo fisico univoco della scheda di rete della centrale (qui 04:e2:90:c6:a0:e0). È non modificabile: serve per identificare la centrale sulla rete e, in alcuni casi, per le configurazioni di sicurezza del router (filtro MAC, prenotazione DHCP). Premi Salva per confermare le modifiche.
Punto sei: MAC address. È l'indirizzo fisico univoco della scheda di rete della centrale. È non modificabile: serve per identificare la centrale sulla rete e, in alcuni casi, per le configurazioni di sicurezza del router come il filtro MAC o la prenotazione DHCP. Premi Salva per confermare le modifiche.
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Rete — Wireless STA (WiFi)
Connessione della centrale al router tramite WiFi. Utile quando la centrale è installata in un punto dove non arriva il cavo di rete.
Capitolo quattordici: rete WiFi, modalità Wireless STA. Connessione della centrale al router tramite WiFi. È utile quando la centrale è installata in un punto dove non arriva il cavo di rete.
Inserisci il nome della tua rete WiFi (SSID), esattamente come compare quando ti colleghi con il telefono. Attenzione a maiuscole e spazi: il campo è case-sensitive. Se il campo è vuoto, la centrale non si collegherà a nessuna rete WiFi.
Punto uno: nome WiFi, SSID. Inserisci il nome della tua rete WiFi, esattamente come compare quando ti colleghi con il telefono. Attenzione a maiuscole e spazi: il campo è case sensitive. Se il campo è vuoto, la centrale non si collegherà a nessuna rete WiFi.
La password della tua rete WiFi. I caratteri sono nascosti (•••••••••••). Usa l'icona occhio a destra per mostrarli e verificare di averla digitata correttamente.
La centrale supporta solo WiFi 2.4 GHz: se la tua rete è solo a 5 GHz, devi abilitare anche la 2.4 GHz sul router.
Punto due: password WiFi. La password della tua rete WiFi. I caratteri sono nascosti. Usa l'icona occhio a destra per mostrarli e verificare di averla digitata correttamente. La centrale supporta solo WiFi a due virgola quattro gigahertz: se la tua rete è solo a cinque gigahertz, devi abilitare anche la due virgola quattro sul router.
Tipo di cifratura WiFi. Auto (consigliato) lascia che la centrale rilevi automaticamente il tipo (WPA, WPA2, WPA3). Solo se il collegamento non riesce vale la pena di forzare manualmente uno standard specifico (es. WPA2-PSK).
Punto tre: crittografia sicura, Auto. Tipo di cifratura WiFi. Auto è consigliato: lascia che la centrale rilevi automaticamente il tipo, ad esempio WPA, WPA due o WPA tre. Solo se il collegamento non riesce vale la pena di forzare manualmente uno standard specifico, ad esempio WPA due PSK.
Interruttore acceso (blu): la connessione WiFi è attiva. Spegnerlo disabilita il WiFi senza cancellare le credenziali (utile se vuoi temporaneamente forzare la centrale a usare l'Ethernet o la 4G). Premi Salva per applicare.
Punto quattro: toggle Abilita. Interruttore acceso, in blu: la connessione WiFi è attiva. Spegnerlo disabilita il WiFi senza cancellare le credenziali, utile se vuoi temporaneamente forzare la centrale a usare l'Ethernet o il quattro G. Premi Salva per applicare.
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Rete — Rete mobile (4G/SIM)
Configurazione della connessione 4G/GSM/GPRS tramite la SIM inserita nella centrale. È la connessione di backup e l'unica disponibile in caso di guasto a internet o linea fissa: per questo è essenziale averla sempre configurata e attiva.
Capitolo quindici: rete mobile, quattro G via SIM. Configurazione della connessione quattro G, GSM e GPRS tramite la SIM inserita nella centrale. È la connessione di backup e l'unica disponibile in caso di guasto a internet o linea fissa: per questo è essenziale averla sempre configurata e attiva.
L'APN (Access Point Name) è l'identificativo della rete dati del tuo operatore mobile. Qui è ibox.tim.it (TIM dati). Ogni operatore ha il suo:
TIM: ibox.tim.it
Vodafone: web.omnitel.it
Iliad: iliad
WindTre: internet.wind
Devi inserire l'APN giusto in base alla SIM che hai messo nella centrale.
Punto uno: metodo di accesso alla rete, APN. L'APN, Access Point Name, è l'identificativo della rete dati del tuo operatore mobile. Qui è ibox punto tim punto it, cioè TIM dati. Ogni operatore ha il suo. Per TIM: ibox punto tim punto it. Per Vodafone: web punto omnitel punto it. Per Iliad: iliad. Per Wind Tre: internet punto wind. Devi inserire l'APN giusto in base alla SIM che hai messo nella centrale.
Per la maggior parte degli APN italiani questi due campi vanno lasciati vuoti (TIM, Vodafone, Iliad, WindTre non li richiedono). Vanno compilati solo per APN aziendali o di operatori virtuali specifici. Se non sai cosa metterci, lasciali vuoti.
Punto due: username e password. Per la maggior parte degli APN italiani questi due campi vanno lasciati vuoti: TIM, Vodafone, Iliad e Wind Tre non li richiedono. Vanno compilati solo per APN aziendali o di operatori virtuali specifici. Se non sai cosa metterci, lasciali vuoti.
Codice di composizione standard per stabilire la connessione dati su rete GSM/3G/4G. *99# è universale per tutti gli operatori italiani: lascialo invariato. È il numero che la centrale "compone" per attivare la connessione internet via SIM.
Punto tre: codice di chiamata, asterisco novantanove cancelletto. Codice di composizione standard per stabilire la connessione dati su rete GSM, tre G o quattro G. Asterisco novantanove cancelletto è universale per tutti gli operatori italiani: lascialo invariato. È il numero che la centrale compone per attivare la connessione internet via SIM.
Interruttore acceso (blu): la connessione 4G è attiva. La centrale userà la SIM per:
Connessione internet di backup (se Ethernet e WiFi cadono).
Invio SMS ai numeri della rubrica.
Chiamate vocali di allarme (capitolo 11).
Premi Salva per applicare.
Verifica che la SIM nella centrale abbia credito attivo e un piano dati: senza traffico la centrale non può comunicare via 4G.
Punto quattro: toggle Abilita. Interruttore acceso, in blu: la connessione quattro G è attiva. La centrale userà la SIM per tre cose. Connessione internet di backup, se Ethernet e WiFi cadono. Invio SMS ai numeri della rubrica. Chiamate vocali di allarme, di cui parla il capitolo undici. Premi Salva per applicare. Verifica che la SIM nella centrale abbia credito attivo e un piano dati: senza traffico la centrale non può comunicare via quattro G.
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Registro operazioni (Visualizza eventi)
È il diario di bordo della centrale: registra ogni azione di sistema, ogni accesso da app o pannello web, ogni operazione effettuata. Insieme a "Registro allarmi" e "Registro sistema" forma la cronologia completa di ciò che è successo all'impianto.
Capitolo sedici: registro operazioni. È il diario di bordo della centrale: registra ogni azione di sistema, ogni accesso da app o pannello web, ogni operazione effettuata. Insieme a Registro allarmi e Registro sistema forma la cronologia completa di ciò che è successo all'impianto.
In alto a sinistra c'è un campo data (qui 2026-04-29) con un'icona calendario. Clicchi sul campo, scegli un giorno dal calendario che si apre e premi il pulsante blu Ricerca per filtrare le operazioni di quella giornata. Senza ricerca vedi solo il giorno corrente.
Punto uno: selettore data e pulsante Ricerca. In alto a sinistra c'è un campo data, qui duemilaventisei zero quattro ventinove, con un'icona calendario. Clicchi sul campo, scegli un giorno dal calendario che si apre e premi il pulsante blu Ricerca per filtrare le operazioni di quella giornata. Senza ricerca vedi solo il giorno corrente.
Tipo di operazione: la categoria (qui tutte P2P, cioè connessioni peer-to-peer dall'app).
Operazione: l'azione specifica eseguita (qui p2p in minuscolo).
Tipo di eventi: la natura dell'evento (qui Accesso utente, ovvero qualcuno si è collegato dall'app SmartSecurity).
Punto due: le colonne della tabella. S barra N: numero progressivo di riga. Tempo: l'ora esatta dell'operazione, ad esempio ventitré e cinquantotto e cinquantadue. Tipo di operazione: la categoria, qui tutte P due P, cioè connessioni peer to peer dall'app. Operazione: l'azione specifica eseguita. Tipo di eventi: la natura dell'evento, qui Accesso utente, ovvero qualcuno si è collegato dall'app SmartSecurity.
Tutti i record che vedi sono connessioni dall'app al sistema. Significa che qualcuno (probabilmente tu) ha aperto l'app SmartSecurity e si è collegato alla centrale via internet, attraverso il servizio P2P (peer-to-peer) di Skynet.
Vedere tante connessioni in pochi minuti è normale: l'app si riconnette ad ogni ingresso, cambio di rete, riapertura dello schermo. Non è un segnale di intrusione: sono accessi autorizzati.
Quando ti devi preoccupare: se vedi accessi da orari in cui sicuramente nessuno stava usando l'app, può valere la pena cambiare la password Master e quella degli utenti.
Punto tre: eventi P due P e Accesso utente. Tutti i record che vedi sono connessioni dall'app al sistema. Significa che qualcuno, probabilmente tu, ha aperto l'app SmartSecurity e si è collegato alla centrale via internet, attraverso il servizio P due P, peer to peer, di Skynet. Vedere tante connessioni in pochi minuti è normale: l'app si riconnette ad ogni ingresso, cambio di rete o riapertura dello schermo. Non è un segnale di intrusione: sono accessi autorizzati. Quando ti devi preoccupare: se vedi accessi da orari in cui sicuramente nessuno stava usando l'app, può valere la pena cambiare la password Master e quella degli utenti.
In basso vedi Totale 25: ci sono 25 operazioni registrate per quel giorno. Con 10/pagina ti servono 3 pagine (1, 2, 3) per vederle tutte. Le frecce e i numeri ti permettono di navigare; Vai a ti porta direttamente alla pagina indicata.
Punto quattro: paginazione. In basso vedi Totale venticinque: ci sono venticinque operazioni registrate per quel giorno. Con dieci per pagina ti servono tre pagine, uno, due e tre, per vederle tutte. Le frecce e i numeri ti permettono di navigare. Vai a ti porta direttamente alla pagina indicata.
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HDD (Gestione Memoria)
Mostra lo stato del disco di archiviazione dove la centrale salva le registrazioni video degli eventi di allarme. Da qui puoi monitorarne lo stato e formattarlo se necessario.
Capitolo diciassette: HDD, gestione del disco di memoria. Mostra lo stato del disco di archiviazione dove la centrale salva le registrazioni video degli eventi di allarme. Da qui puoi monitorarne lo stato e formattarlo se necessario.
Identificativo del disco. Qui c'è 4, ma può essere semplicemente l'ID interno assegnato dal sistema al singolo dispositivo di archiviazione (un solo disco è installato — vedi Totale 1 in basso).
Punto uno: numero. Identificativo del disco. Qui c'è quattro, ma può essere semplicemente l'ID interno assegnato dal sistema al singolo dispositivo di archiviazione. Un solo disco è installato, come puoi vedere dalla scritta Totale uno in basso.
La capienza totale del disco espressa in megabyte. Qui leggiamo 1.237.904 MB ≈ 1,2 TB. È lo spazio massimo disponibile per le registrazioni video sugli eventi di allarme.
Punto due: capacità in megabyte. La capienza totale del disco espressa in megabyte. Qui leggiamo un milione duecentotrentasettemilanovecentoquattro megabyte, che corrisponde a circa uno virgola due terabyte. È lo spazio massimo disponibile per le registrazioni video sugli eventi di allarme.
Quanto spazio è già occupato. Qui c'è -2.922.816 MB, un valore negativo: è anomalo. Probabilmente è un bug della visualizzazione del firmware, dovuto a un errore di calcolo (overflow) o a un disco non ancora correttamente inizializzato.
Cosa fare: conviene cliccare il pulsante Formatta a destra (vedi punto 6) per ripulire il disco e ripristinare il conteggio corretto. Attenzione: la formattazione cancella tutte le registrazioni esistenti.
Punto tre: usato in megabyte, attenzione al valore negativo. Quanto spazio è già occupato. Qui c'è meno due milioni novecentoventiduemilaottocentosedici, un valore negativo, che è anomalo. Probabilmente è un bug della visualizzazione del firmware, dovuto a un errore di calcolo, un overflow, o a un disco non ancora correttamente inizializzato. Cosa fare: conviene cliccare il pulsante Formatta a destra, di cui parla il punto sei, per ripulire il disco e ripristinare il conteggio corretto. Attenzione: la formattazione cancella tutte le registrazioni esistenti.
Lo spazio ancora libero, qui 4.160.720 MB ≈ 4,1 TB. Anche questo valore è incoerente con la capacità totale (1,2 TB), confermando l'anomalia segnalata al punto 3. Una formattazione dovrebbe risolvere.
Punto quattro: spazio rimasto. Lo spazio ancora libero, qui quattro milioni centosessantamilasettecentoventi megabyte, circa quattro virgola uno terabyte. Anche questo valore è incoerente con la capacità totale di uno virgola due terabyte, confermando l'anomalia segnalata al punto tre. Una formattazione dovrebbe risolvere.
Indica che il disco è riconosciuto e montato correttamente dalla centrale. Caricato in verde = OK. Altri stati possibili: Errore (rosso, problema fisico), Non formattato (giallo), Mancante (rosso, disco assente).
Punto cinque: stato Caricato. Indica che il disco è riconosciuto e montato correttamente dalla centrale. Caricato in verde significa OK. Altri stati possibili sono: Errore in rosso, che indica un problema fisico; Non formattato in giallo; Mancante in rosso, quando il disco è assente.
Premendolo si avvia la formattazione completa del disco. Attenzione: cancella tutto il contenuto, in modo irreversibile.
La formattazione serve in tre casi:
Quando il disco è nuovo o ha errori di file system (è il tuo caso).
Per "ripartire da zero" liberando spazio dopo molti mesi di registrazioni.
Quando vuoi rimuovere il disco dalla centrale e installarlo altrove.
Durante la formattazione la centrale non registrerà eventi.
Punto sei: pulsante Formatta. Premendolo si avvia la formattazione completa del disco. Attenzione: cancella tutto il contenuto, in modo irreversibile. La formattazione serve in tre casi. Quando il disco è nuovo o ha errori di file system, ed è il tuo caso. Per ripartire da zero liberando spazio dopo molti mesi di registrazioni. Quando vuoi rimuovere il disco dalla centrale e installarlo altrove. Durante la formattazione la centrale non registrerà eventi.
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Gestione registrazioni
L'archivio delle registrazioni video generate sugli allarmi. Da qui puoi navigare per data, filtrare per telecamera e scaricare i singoli file video sul tuo dispositivo.
Capitolo diciotto: gestione registrazioni. L'archivio delle registrazioni video generate sugli allarmi. Da qui puoi navigare per data, filtrare per telecamera e scaricare i singoli file video sul tuo dispositivo.
La tabella centrale mostra le registrazioni video presenti per il giorno selezionato sul calendario. Ogni riga è un singolo file video generato dalla centrale in seguito a un evento di allarme.
Punto uno: lista delle registrazioni. La tabella centrale mostra le registrazioni video presenti per il giorno selezionato sul calendario. Ogni riga è un singolo file video generato dalla centrale in seguito a un evento di allarme.
S/N: numero progressivo.
Tempo di inizio / Tempo di fine: i timestamp del video. Qui sono vuoti, il dato non è stato registrato correttamente.
Dimensione file (M): peso in megabyte (qui 23.792,781 MB ≈ 23 GB — un file molto grande).
Tipo di file: Allarme registrazione = registrazione automatica generata dall'allarme.
Nome File: il percorso/nome interno del file (formato 2026/04/04/ch0/00000007_00000013_13_47_47.avi = canale 0, in data 4 aprile 2026 alle 13:47:47).
Punto due: le colonne della tabella. S barra N: numero progressivo. Tempo di inizio e Tempo di fine: i timestamp del video. Qui sono vuoti, il dato non è stato registrato correttamente. Dimensione file in megabyte: il peso in megabyte, qui ventitremilasettecentonovantadue virgola settecentottantuno megabyte, circa ventitré gigabyte, un file molto grande. Tipo di file: Allarme registrazione, registrazione automatica generata dall'allarme. Nome File: il percorso e nome interno del file, in formato che indica anno mese giorno, canale, e ora di inizio.
Il pulsante blu a destra di ogni riga permette di scaricare il file video sul tuo computer/smartphone. Il formato è .avi (un file standard riproducibile con VLC, Windows Media Player, QuickTime). Utile per:
Conservare la prova di un evento.
Mostrare la registrazione alle Forze dell'Ordine.
Visionare con calma l'episodio in caso di allarme.
File grandi (23 GB qui) richiedono molto tempo per il download e parecchio spazio sul dispositivo. Conviene scaricarli da PC con cavo Ethernet, non dallo smartphone.
Punto tre: pulsante Download. Il pulsante blu a destra di ogni riga permette di scaricare il file video sul tuo computer o smartphone. Il formato è punto avi, un file standard riproducibile con VLC, Windows Media Player o QuickTime. È utile per tre cose. Conservare la prova di un evento. Mostrare la registrazione alle Forze dell'Ordine. Visionare con calma l'episodio in caso di allarme. File grandi, ventitré gigabyte qui, richiedono molto tempo per il download e parecchio spazio sul dispositivo. Conviene scaricarli da PC con cavo Ethernet, non dallo smartphone.
In alto a destra c'è la tendina Ricerca canale con Canali1 selezionato. Permette di filtrare le registrazioni mostrate per singola telecamera: se hai più telecamere abbinate (fino a 4), scegli quale visualizzare. "Canali1" = telecamera del canale 1 (la tua "Camera" del negozio).
Punto quattro: selettore Ricerca canale. In alto a destra c'è la tendina Ricerca canale con Canali uno selezionato. Permette di filtrare le registrazioni mostrate per singola telecamera: se hai più telecamere abbinate, fino a quattro, scegli quale visualizzare. Canali uno corrisponde alla telecamera del canale uno, la tua Camera del negozio.
Il calendario a destra mostra il mese corrente con la navigazione per Mese precedente, Oggi, Mese successivo. I giorni con un pallino rosso sotto il numero (qui 03, 04, 09) sono giorni in cui ci sono registrazioni: clicca sul giorno per filtrarle e vederle nella tabella di sinistra.
I numeri grigi appartengono a mesi adiacenti (28-30 marzo, 1-3 maggio).
Punto cinque: calendario aprile duemilaventisei. Il calendario a destra mostra il mese corrente con la navigazione per Mese precedente, Oggi e Mese successivo. I giorni con un pallino rosso sotto il numero, qui tre, quattro e nove, sono giorni in cui ci sono registrazioni: clicca sul giorno per filtrarle e vederle nella tabella di sinistra. I numeri grigi appartengono a mesi adiacenti, ventotto e trenta marzo, uno e tre maggio.
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Video playback
Il lettore video integrato per rivedere le registrazioni delle telecamere direttamente nel pannello, senza dover scaricare i file. Particolarmente utile per consultare velocemente cosa è successo in un certo momento.
Capitolo diciannove: video playback. Il lettore video integrato per rivedere le registrazioni delle telecamere direttamente nel pannello, senza dover scaricare i file. Particolarmente utile per consultare velocemente cosa è successo in un certo momento.
Il riquadro grande mostra il video registrato con il flusso live della telecamera selezionata. In alto a sinistra leggi il nome modello della telecamera (MEGA 44HP) e in alto a destra la data/ora esatta dell'inquadratura (2026-04-02 21:31:33).
In basso a sinistra c'è anche un secondo timestamp (2026-04-03 21:31:38) che indica il punto preciso del playback in cui ti trovi.
Punto uno: riquadro video con sovrimpressione. Il riquadro grande mostra il video registrato con il flusso della telecamera selezionata. In alto a sinistra leggi il nome modello della telecamera, MEGA quarantaquattro HP, e in alto a destra la data e ora esatta dell'inquadratura. In basso a sinistra c'è anche un secondo timestamp che indica il punto preciso del playback in cui ti trovi.
Sotto il video ci sono i comandi:
⏸ Pausa: ferma temporaneamente il playback.
⏹ Stop: interrompe completamente la riproduzione.
🔇 Mute: disattiva l'audio (se la telecamera ha microfono).
Punto due: controlli di riproduzione, in basso. Sotto il video ci sono i comandi. Pausa: ferma temporaneamente il playback. Stop: interrompe completamente la riproduzione. Mute: disattiva l'audio, se la telecamera ha microfono.
La linea nera orizzontale sotto i controlli rappresenta le 24 ore della giornata selezionata. I segmenti verdi sono i momenti in cui c'è una registrazione disponibile. Cliccando in un punto qualsiasi della timeline, il playback "salta" a quell'istante.
I numeri sotto la barra (12:00, 14:00, 16:00…) sono i riferimenti orari. La parte centrale evidenziata (intorno a 22:00) è il momento corrente in riproduzione.
Punto tre: timeline, la barra del tempo. La linea nera orizzontale sotto i controlli rappresenta le ventiquattro ore della giornata selezionata. I segmenti verdi sono i momenti in cui c'è una registrazione disponibile. Cliccando in un punto qualsiasi della timeline, il playback salta a quell'istante. I numeri sotto la barra sono i riferimenti orari. La parte centrale evidenziata, intorno alle ventidue, è il momento corrente in riproduzione.
In alto a destra puoi scegliere quale telecamera rivedere (qui Canali1). Cambiando canale, il playback si aggiorna immediatamente con il flusso di quella telecamera.
Punto quattro: selettore Ricerca canale. In alto a destra puoi scegliere quale telecamera rivedere, qui Canali uno. Cambiando canale, il playback si aggiorna immediatamente con il flusso di quella telecamera.
Stesso calendario della schermata "Gestione registrazioni": navighi per mese e clicchi sul giorno (i pallini rossi indicano le giornate con registrazioni). Il playback parte automaticamente dalla prima registrazione del giorno scelto.
La differenza tra Gestione registrazioni (cap. 18) e Video playback (questo capitolo) è semplice: la prima è l'archivio per scaricare i file video; questa è il lettore integrato per rivederli direttamente nel browser senza scaricare nulla.
Punto cinque: calendario di selezione data. Stesso calendario della schermata Gestione registrazioni: navighi per mese e clicchi sul giorno, i pallini rossi indicano le giornate con registrazioni. Il playback parte automaticamente dalla prima registrazione del giorno scelto. La differenza tra Gestione registrazioni e Video playback è semplice: la prima è l'archivio per scaricare i file video, questa è il lettore integrato per rivederli direttamente nel browser senza scaricare nulla.
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Versione (informazioni dispositivo)
La carta d'identità della tua centrale: tutti i numeri di versione, i codici univoci e le specifiche hardware. È la prima schermata da consultare in caso di assistenza tecnica.
Capitolo venti: versione, informazioni sul dispositivo. È la carta d'identità della tua centrale: tutti i numeri di versione, i codici univoci e le specifiche hardware. È la prima schermata da consultare in caso di assistenza tecnica.
Versione dell'applicazione: 1.0.0.2. È la versione del software che gira sul pannello web (l'interfaccia utente).
Versione MCU: F32_8.3.18 Jul 25 2025. È il microcontrollore della centrale (la "CPU" che gestisce sensori, sirene, comunicazioni). MCU sta per Microcontroller Unit.
Versione del firmware: BlueSky. È il nome in codice del firmware principale.
Questi tre numeri ti servono in caso di assistenza tecnica per identificare con precisione il modello e la build software.
Punto uno: versione dell'applicazione, MCU e firmware. Versione dell'applicazione: uno punto zero punto zero punto due. È la versione del software che gira sul pannello web, l'interfaccia utente. Versione MCU: F trentadue underscore otto punto tre punto diciotto, luglio venticinque duemilaventicinque. È il microcontrollore della centrale, la CPU che gestisce sensori, sirene e comunicazioni. MCU sta per Microcontroller Unit. Versione del firmware: BlueSky. È il nome in codice del firmware principale. Questi tre numeri ti servono in caso di assistenza tecnica per identificare con precisione il modello e la build software.
Quando è stata pubblicata la versione del firmware attualmente installata: 2026-03-24 14:29:00. Se passa molto tempo dalla data di rilascio rispetto a oggi, conviene controllare nella sezione "Aggiornamenti" se è disponibile una versione più recente.
Punto due: tempo di rilascio. Quando è stata pubblicata la versione del firmware attualmente installata, qui ventiquattro marzo duemilaventisei alle quattordici e ventinove. Se passa molto tempo dalla data di rilascio rispetto a oggi, conviene controllare nella sezione Aggiornamenti se è disponibile una versione più recente.
Numero di canali: 4. Numero massimo di telecamere IP supportate (la DEFCON XS arriva a 4).
Numero HDD: 1. Numero di dischi di archiviazione installati.
Punto tre: numero di canali e HDD. Numero di canali: quattro, è il numero massimo di telecamere IP supportate, la DEFCON XS arriva a quattro. Numero HDD: uno, è il numero di dischi di archiviazione installati.
Numero massimo di aree: 8. Le 8 partizioni / appartamenti che il sistema può gestire.
Numero massimo di dispositivi: 178. Totale di sensori e accessori abbinabili (8 filari + 64 wireless + telecomandi/sirene/uscite).
Numero massimo di dispositivi wireless: 2. Attenzione: questo valore non è il limite della centrale (che è 64), ma può essere il numero di moduli wireless aggiuntivi gestibili. Da verificare con il manuale ufficiale.
Punto quattro: numero massimo di aree, dispositivi e wireless. Numero massimo di aree: otto, le otto partizioni o appartamenti che il sistema può gestire. Numero massimo di dispositivi: centosettantotto, il totale di sensori e accessori abbinabili. Numero massimo di dispositivi wireless: due. Attenzione: questo valore non è il limite della centrale, che è sessantaquattro, ma può essere il numero di moduli wireless aggiuntivi gestibili. Da verificare con il manuale ufficiale.
I tre identificativi univoci della tua centrale:
ID dispositivo: il codice interno (oscurato nello screenshot per sicurezza).
Numero di serie: 00025664. Stampato anche sull'etichetta della centrale.
ID P2P: FOUS-059219-HEGLY. È il codice che inserisci nell'app SmartSecurity per collegare l'app alla tua centrale (peer-to-peer).
Sicurezza: non condividere mai l'ID P2P con persone non autorizzate. Chi conosce questo codice può tentare di connettersi all'impianto.
Punto cinque: ID dispositivo, numero di serie e ID P due P. I tre identificativi univoci della tua centrale. ID dispositivo: il codice interno, oscurato nello screenshot per sicurezza. Numero di serie: zero zero zero venticinquemilaseicentosessantaquattro, stampato anche sull'etichetta della centrale. ID P due P: FOUS zero cinque nove due uno nove HEGLY. È il codice che inserisci nell'app SmartSecurity per collegare l'app alla tua centrale, peer to peer. Sicurezza: non condividere mai l'ID P due P con persone non autorizzate. Chi conosce questo codice può tentare di connettersi all'impianto.
Tipo di dispositivo: 0. Codice numerico interno della famiglia di prodotto. Indirizzo del dispositivo secondario: -1. Significa "non configurato": è un campo per impianti dove più centrali sono collegate in cascata (master+slave). Nel tuo caso non è in uso.
Punto sei: tipo di dispositivo e indirizzo secondario. Tipo di dispositivo: zero. È un codice numerico interno della famiglia di prodotto. Indirizzo del dispositivo secondario: meno uno. Significa non configurato: è un campo per impianti dove più centrali sono collegate in cascata, master e slave. Nel tuo caso non è in uso.
Il codice QR a destra è il modo più rapido per aggiungere la centrale all'app SmartSecurity. Apri l'app, premi "Aggiungi dispositivo" e inquadra questo QR con la fotocamera dello smartphone. L'app legge automaticamente l'ID P2P e ti chiede solo di inserire la password.
Punto sette: codice QR del dispositivo. Il codice QR a destra è il modo più rapido per aggiungere la centrale all'app SmartSecurity. Apri l'app, premi Aggiungi dispositivo e inquadra questo QR con la fotocamera dello smartphone. L'app legge automaticamente l'ID P due P e ti chiede solo di inserire la password.
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Impostazione ora
Configurazione di fuso orario, data e ora della centrale. È fondamentale che siano corretti: tutti i log, le registrazioni e le notifiche fanno riferimento a questi valori.
Capitolo ventuno: impostazione ora. Configurazione di fuso orario, data e ora della centrale. È fondamentale che siano corretti: tutti i log, le registrazioni e le notifiche fanno riferimento a questi valori.
Imposta il fuso orario in cui si trova la centrale. Qui è impostato a GMT+08:00 (fuso della Cina, dove probabilmente è stata fabbricata la centrale).
Importante: per l'Italia devi cambiarlo in GMT+01:00 (ora solare) o GMT+02:00 (ora legale). Se il fuso è sbagliato, anche orari di allarme, registrazioni e log saranno tutti errati. Fuori dall'Italia il consiglio è scegliere il fuso del paese in cui si trova l'impianto.
Punto uno: fuso orario. Imposta il fuso orario in cui si trova la centrale. Qui è impostato a GMT più otto, il fuso della Cina, dove probabilmente è stata fabbricata la centrale. Importante: per l'Italia devi cambiarlo in GMT più uno, ora solare, o GMT più due, ora legale. Se il fuso è sbagliato, anche orari di allarme, registrazioni e log saranno tutti errati.
Mostra l'ora attualmente impostata sulla centrale (qui 2026-04-30 23:10:57). È un campo informativo: si aggiorna automaticamente in base al fuso e alle impostazioni successive. Serve per verificare che l'ora sia corretta in tempo reale.
Punto due: tempo del dispositivo, campo non modificabile. Mostra l'ora attualmente impostata sulla centrale, qui trenta aprile duemilaventisei alle ventitré e dieci e cinquantasette. È un campo informativo: si aggiorna automaticamente in base al fuso e alle impostazioni successive. Serve per verificare che l'ora sia corretta in tempo reale.
Permette di impostare manualmente data e ora che vuoi assegnare alla centrale (qui 2026-04-29 17:10:39). Cliccando sul campo si apre un selettore data/ora. Premendo poi Salva il valore viene applicato.
Punto tre: impostazioni ora. Permette di impostare manualmente data e ora che vuoi assegnare alla centrale. Cliccando sul campo si apre un selettore di data e ora. Premendo poi Salva il valore viene applicato.
Se spunti questa casella e premi Salva, la centrale prende automaticamente data e ora dal computer da cui ti stai collegando al pannello web. È il metodo più veloce per allineare l'orario, a patto che il PC abbia l'ora corretta.
Punto quattro: sincronizzazione con l'ora del computer locale. Se spunti questa casella e premi Salva, la centrale prende automaticamente data e ora dal computer da cui ti stai collegando al pannello web. È il metodo più veloce per allineare l'orario, a patto che il PC abbia l'ora corretta.
Sezione separata in basso. Premendo Sincronizza tempo la centrale interroga un server NTP via internet (lo standard mondiale per la sincronizzazione oraria) e adegua automaticamente la sua ora. È il metodo più affidabile e si consiglia di usarlo dopo aver impostato il fuso orario corretto.
Per funzionare, la centrale deve essere connessa a internet (Ethernet, WiFi o 4G).
Punto cinque: pulsante Sincronizza tempo, NTP. Sezione separata in basso. Premendo Sincronizza tempo la centrale interroga un server NTP via internet, lo standard mondiale per la sincronizzazione oraria, e adegua automaticamente la sua ora. È il metodo più affidabile e si consiglia di usarlo dopo aver impostato il fuso orario corretto. Per funzionare, la centrale deve essere connessa a internet, tramite Ethernet, WiFi o quattro G.
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Utente locale
Gestione degli utenti che possono accedere al pannello web e all'app SmartSecurity. Da qui crei nuovi utenti, assegni i permessi e cambi le password.
Capitolo ventidue: utente locale. Gestione degli utenti che possono accedere al pannello web e all'app SmartSecurity. Da qui crei nuovi utenti, assegni i permessi e cambi le password.
Pulsante blu in alto. Permette di creare nuovi utenti per il pannello web e per l'app, con permessi differenziati. È utile quando più persone devono accedere al sistema (proprietario, familiari, installatore) senza condividere lo stesso account amministratore.
Buona pratica: ogni persona dovrebbe avere il suo utente. Così, dal "Registro operazioni" (cap. 16) puoi vedere chi ha fatto cosa.
Punto uno: pulsante Aggiungi un nuovo utente. Pulsante blu in alto. Permette di creare nuovi utenti per il pannello web e per l'app, con permessi differenziati. È utile quando più persone devono accedere al sistema, ad esempio proprietario, familiari e installatore, senza condividere lo stesso account amministratore. Buona pratica: ogni persona dovrebbe avere il suo utente. Così, dal Registro operazioni, puoi vedere chi ha fatto cosa.
S/N: numero progressivo (qui 1, perché c'è un solo utente).
Username: il nome utente per il login (qui admin).
Permessi utente: il livello di accesso. Amministratore = accesso totale a tutte le funzioni.
Attiva: contiene i pulsanti operativi sulla riga.
Altri permessi tipici per gli utenti aggiuntivi sono: Operatore (può armare/disarmare ma non modificare configurazioni) e Visualizzatore (solo lettura, non può fare nulla).
Punto due: le colonne della tabella. S barra N: numero progressivo, qui uno perché c'è un solo utente. Username: il nome utente per il login, qui admin. Permessi utente: il livello di accesso, Amministratore significa accesso totale a tutte le funzioni. Attiva: contiene i pulsanti operativi sulla riga. Altri permessi tipici per gli utenti aggiuntivi sono Operatore, può armare e disarmare ma non modificare configurazioni, e Visualizzatore, solo lettura, non può fare nulla.
Permette di cambiare la password dell'utente selezionato. È fondamentale farlo subito al primo accesso: la password di default admin + 123456 (o simile) è notoria e vulnerabile.
La password Master (cap. 12) è separata da queste password utente: la prima protegge le funzioni più critiche del sistema, queste invece servono per il login generale al pannello web e all'app.
Punto tre: pulsante Modifica password. Permette di cambiare la password dell'utente selezionato. È fondamentale farlo subito al primo accesso: la password di default admin più uno due tre quattro cinque sei, o simile, è notoria e vulnerabile. La password Master, vista al capitolo dodici, è separata da queste password utente: la prima protegge le funzioni più critiche del sistema, queste invece servono per il login generale al pannello web e all'app.
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Aggiornamenti (manutenzione sistema)
Le funzioni di manutenzione della centrale: riavvii programmati, riavvio manuale, ripristino di fabbrica e aggiornamento del firmware. Sono funzioni potenti, alcune distruttive: leggi con attenzione prima di usarle.
Capitolo ventitré: aggiornamenti, manutenzione sistema. Le funzioni di manutenzione della centrale: riavvii programmati, riavvio manuale, ripristino di fabbrica e aggiornamento del firmware. Sono funzioni potenti, alcune distruttive: leggi con attenzione prima di usarle.
Imposta l'orario in cui la centrale si riavvierà automaticamente nei giorni selezionati al punto 2. Qui è 23:59: poco prima di mezzanotte, scelta sensata perché tipicamente nessuno è a casa di passaggio in quel momento e si recupera la freschezza del sistema senza notare l'interruzione.
Il riavvio periodico è una buona pratica di manutenzione: ripulisce la memoria di lavoro, applica eventuali aggiornamenti pendenti, ristabilisce le connessioni di rete. Dura tipicamente 1-2 minuti.
Punto uno: tempo di riavvio, campo obbligatorio. Imposta l'orario in cui la centrale si riavvierà automaticamente nei giorni selezionati. Qui è ventitré e cinquantanove: poco prima di mezzanotte, scelta sensata perché tipicamente nessuno è a casa di passaggio in quel momento e si recupera la freschezza del sistema senza notare l'interruzione. Il riavvio periodico è una buona pratica di manutenzione: ripulisce la memoria di lavoro, applica eventuali aggiornamenti pendenti, ristabilisce le connessioni di rete. Dura tipicamente uno o due minuti.
Scegli in quali giorni della settimana eseguire il riavvio automatico. Qui è spuntata solo Domenica: la centrale si riavvia una volta a settimana. Le opzioni:
Seleziona tutto: riavvio quotidiano (per impianti molto critici).
Singoli giorni: riavvio mirato (es. solo nel weekend).
Nessun giorno: riavvio automatico disattivato.
Premi Salva sotto per confermare.
Punto due: ripeti ciclo, giorni della settimana. Scegli in quali giorni della settimana eseguire il riavvio automatico. Qui è spuntata solo Domenica: la centrale si riavvia una volta a settimana. Le opzioni sono tre. Seleziona tutto, riavvio quotidiano per impianti molto critici. Singoli giorni, riavvio mirato, ad esempio solo nel weekend. Nessun giorno, riavvio automatico disattivato. Premi Salva sotto per confermare.
Pulsante verde nella sezione "Manutenzione sistema". Riavvia immediatamente la centrale. Da usare quando:
Hai applicato modifiche di configurazione che richiedono il riavvio.
Il sistema si comporta in modo anomalo e vuoi un reset "morbido".
Hai cambiato la SIM o il modulo di rete.
Durante il riavvio (1-2 minuti) la centrale è offline e non può rilevare allarmi.
Punto tre: pulsante Riavvia dispositivo. Pulsante verde nella sezione Manutenzione sistema. Riavvia immediatamente la centrale. Da usare quando: hai applicato modifiche di configurazione che richiedono il riavvio. Il sistema si comporta in modo anomalo e vuoi un reset morbido. Hai cambiato la SIM o il modulo di rete. Durante il riavvio, uno o due minuti, la centrale è offline e non può rilevare allarmi.
⚠️ Pulsante rosso, operazione distruttiva! Riporta la centrale alle impostazioni originali "appena uscita dalla scatola": cancella tutte le configurazioni, sensori abbinati, aree, scene, utenti, password personalizzate, parametri di rete.
Da usare solo:
In caso di vendita/cessione dell'impianto a un nuovo proprietario.
Quando hai dimenticato la password Master e non hai altro modo di entrare.
Su consiglio dell'assistenza tecnica per risolvere problemi gravi.
Annota tutta la configurazione prima di procedere.
Punto quattro: pulsante Ripristina ai valori di fabbrica. Attenzione, pulsante rosso, operazione distruttiva! Riporta la centrale alle impostazioni originali appena uscita dalla scatola: cancella tutte le configurazioni, sensori abbinati, aree, scene, utenti, password personalizzate e parametri di rete. Da usare solo in tre casi. In caso di vendita o cessione dell'impianto a un nuovo proprietario. Quando hai dimenticato la password Master e non hai altro modo di entrare. Su consiglio dell'assistenza tecnica per risolvere problemi gravi. Annota tutta la configurazione prima di procedere.
Tendina che permette di scegliere quale parte del firmware aggiornare. Aggiorna APP aggiorna il software dell'interfaccia (l'applicazione web). Altre opzioni tipiche sono:
Aggiorna MCU: aggiorna il microcontrollore della centrale (vedi cap. 20, punto 1).
Aggiorna firmware: aggiorna il firmware principale.
Aggiorna lingue: aggiorna i pacchetti vocali e le traduzioni.
Punto cinque: tipo di sistema, Aggiorna APP. Tendina che permette di scegliere quale parte del firmware aggiornare. Aggiorna APP aggiorna il software dell'interfaccia, l'applicazione web. Altre opzioni tipiche sono Aggiorna MCU, che aggiorna il microcontrollore della centrale, Aggiorna firmware, che aggiorna il firmware principale, e Aggiorna lingue, che aggiorna i pacchetti vocali e le traduzioni.
Procedura di aggiornamento manuale:
Scarica il file aggiornamento dal sito Skynet o da una mail dell'assistenza (in genere è un file .bin o .zip).
Premi Seleziona file (blu) per caricarlo dal tuo computer.
Una volta caricato, il pulsante verde Inizia aggiornamento diventa attivo: premilo per avviare.
Importante: il limite è di 30 MB per file. Durante l'aggiornamento non scollegare la centrale dalla corrente: un'interruzione può "brickare" il dispositivo (renderlo inutilizzabile).
Punto sei: Seleziona file e Inizia aggiornamento. Procedura di aggiornamento manuale. Primo: scarica il file aggiornamento dal sito Skynet o da una mail dell'assistenza, in genere è un file punto bin o punto zip. Secondo: premi Seleziona file, in blu, per caricarlo dal tuo computer. Terzo: una volta caricato, il pulsante verde Inizia aggiornamento diventa attivo, premilo per avviare. Importante: il limite è di trenta megabyte per file. Durante l'aggiornamento non scollegare la centrale dalla corrente: un'interruzione può rendere il dispositivo inutilizzabile.